Il lavoro asincrono è esploso al tempo del Covid, ma già veniva utilizzato prima da alcune aziende. In parole molto povere, se nel lavoro tradizionale, dalle ore 9 alle 17, il lavoratore è sempre disponibile in quel lasso di tempo, nel lavoro asincrono vengono spostate quasi completamente su colui che deve svolgere o richiedere un'attività la libertà e la responsabilità di poter scegliere quale sia il periodo migliore che più gli sta bene per portare a compimento l'incarico.
Lavorare in modo asincrono, quindi, da molte libertà in più
Da un grande potere derivano grandi responsabilità - Ben Parker
Parafrasando un po' lo zio di Spiderman, oltre la libertà, ci devono essere delle responsabilità prese anche dai dipendenti. Se prima era il responsabile ad avere il controllo delle ore che l'impiegato passava su un determinato progetto, ora essendo asincrono il lavoro, è il dipendente che deve assumersi la responsabilità di portare a termine una attività anche senza avere una tabella di marcia precisa o qualcuno con il fiato sul collo. Come sul paragrafo della libertà, anche a un manager, dirigente o come si voglia chiamare, spetta un grado maggiore di responsabilità: la comunicazione delle attività deve essere chiara e precisa, anche qui, per evitare incomprensioni ed uno scambio di messaggi infinito.
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